Psicologia, Emozioni e Identità
Il problema non è chi ti copia
Non è più solo una questione di creare contenuti, ma di essere riconosciuti mentre circolano. Quando la distribuzione diventa parte della creazione, l’autorialità si fa fragile e il rischio non è essere copiati, ma essere sostituiti.
Palazzi, biblioteche e labirinti: menti organiche e menti artificiali come spazi pensanti
Dall'ars memorativa di Simonide alle biblioteche di Eco e Borges, fino all'esomente di Pirella: una genealogia degli spazi in cui mente umana e pensiero collettivo si incontrano. E di cui gli LLM sono solo l'ultimo capitolo.
La tendenza all'ossessività
Articolo di divulgazione psicologica
Coscienze al plurale
Il confine che non vogliamo superare
Il perfezionismo, l'ospite invadente
Articolo di divulgazione psicologica
La fiducia è un muscolo
Articolo di divulgazione psicologica
Massimo Recalcati docente dell'Università Statale di Milano. Il dominio della psicologia e la delegittimazione della filosofia
La recente attribuzione a Massimo Recalcati di un incarico come professore "a contratto" presso l'Università Statale di Milano offre l'occasione per notare come il dominio della psicologia si sta estendendo in ogni luogo della vita delle comunità. Ciò fa pensare che si assegni alla psicologia stessa non solo la “cura” del malessere contemporaneo, ma anche il compito della sorveglianza sociale. Si può osservare come al dominio della psicologia corrisponde la delegittimazione della filosofia, ovvero del pensiero critico, del pensare veramente.
Le macchine sono vive, noi siamo tutti morti
Siamo ancora vivi? Ma soprattutto ci importa abbastanza per rispondere?
Quando l’AI diventa un terapeuta: limiti, rischi e illusioni
Sempre più persone usano l’intelligenza artificiale per sfogarsi, chiedere consigli, sentirsi ascoltate. Ma cosa succede quando questo supporto diventa una presenza stabile nelle nostre dinamiche emotive? Tra opportunità reali e rischi emergenti, l’articolo esplora i limiti dell’AI nel campo della salute mentale e il ruolo che scegliamo di darle nelle nostre vite.
Unselfing: holding our identities lightly
For two months, I stopped posting on LinkedIn. Not as digital detox, but as a noetic interruption to examine my embeddedness within the social field.
La permalosità
Divulgazione psicologica
Il numero del fuoco
When I was small You took me by the hand Father you should know I finally understand You taught me wrong from right And how to live You gave the greatest gift That one could give You never let me down You made me strong When I made mistakes When I was wrong
Sergio Capogna, regista: qualcosa su mio padre
Mio padre era un uomo sensibile e intelligente, socievole e che non scese mai a compromessi nella vita e nel lavoro.
Intervista (possibile) con Paola: 1933
E’ surreale! In tante parti del mondo milioni di persone sono serrate nella morsa di guerre disumane, decise da umani ma gestite da algoritmi che non conoscono la vergogna, l’empatia e l’umana pietà. In questo tempo minaccioso e sospeso a noi, abitanti di una fortunata ( per ora) penisola felice, viene chiesto di esprimere il nostro parere su un quesito astruso, quesito che sembra nascondere dietro una sintassi complicata un confuso progetto di vendetta contro regole democratiche ormai mal sopportate. Per esprimere il mio personale NO a questo progetto, sono andata a cercare sostegno nella memoria di coloro che hanno vissuto tempi terribili, e che di quei tempi rimangono ormai ultimi testimoni
Il palazzo della memoria e nuovi abitanti. Sull'esomente e altri spazi.
C'è un'immagine famosa nei romanzi di Conan Doyle. Watson nota che Sherlock Holmes sembra dimenticare cose banali — fatti storici, nozioni comuni, persino l'ordine dei pianeti nel sistema solare — e Holmes gli spiega che la sua mente è come un magazzino: ha una capienza limitata, e lui sceglie con cura cosa metterci dentro. Ogni informazione inutile occupa spazio che potrebbe servire a qualcosa di essenziale. La mente di Holmes non è ricettiva, è architettonica. Non accumula: costruisce.
La vita emotiva sotto metrica: come le piattaforme digitali hanno reso le emozioni computabili
Le piattaforme digitali hanno operato una trasformazione radicale della vita emotiva attraverso l'introduzione di metriche quantificabili (likes/MiPiace, reazioni e interazioni, emoji, commenti, ecc.). Questo breve saggio prova ad analizzare come tali metriche non si limitino a misurare emozioni preesistenti ma le trasformino ontologicamente, (ri)creandole, rendendole discrete, computabili, estrattive, e funzionali all'accumulazione capitalistica. Attraverso l'analisi del caso Linkedin, si mostra come anche le emozioni professionali siano state colonizzate dal paradigma metrico. Infine, si discute il progetto Stultifera Navis come tentativo di resistenza attraverso l'abolizione radicale delle metriche affettive.
Intelligenza, web e controllo della mente. Riflessioni dal libro di Howard Rheingold
Un testo scritto nel lontano 2013 per il mio progetto SOLOTABLET e qui riproposto per suggerire la lettura delle opere di Howard Rheingold, autore che mi ha sempre ispirato ed è stato fonte di molte suggestioni e spunti di riflessione, da me usati per la scrittura dei miei libri finalizzati a promuovere una riflessione critica sulla tecnologia.
Identità in crisi o crisi di identità?
La nostra identità, quella del mondo occidentale per intenderci, si trova oggi ad un punto di rottura(?), un bivio epocale in cui convergono contraddizioni antiche e nuove tensioni inedite; non si tratta semplicemente di crisi individuali o psicologiche, ma di processi storici, sociali e culturali stratificati, che stanno investendo la nostra soggettività, la nostra individualità e, più in generale, il nostro Io, nelle sue forme più profonde e ne stanno riconfigurando radicalmente le modalità di esistenza.
Poesia, questa sconosciuta
Premesso che io credo che nessuna cosa sia in sé buona o cattiva ma dipende solamente dall’uso che facciamo, il motivo per cui critico non già la tecnologia ma QUESTA tecnologia è semplice: perché è anti umana, perché è responsabile di dividere e isolare gli individui, perché UMILIA le tante capacità cognitive che come esseri umani abbiamo e abbiamo costruito nei secoli (vogliamo parlare di quelle mnemoniche?), perché appiattisce ogni cosa, perché illude senza creare nulla.