Conoscenza, pensiero e interpretazione
Bill Joy: "Il mio senso di sconforto si intensificò"
Le cosiddette 'intelligenze artificiali' di cui tanto si parla e straparla, sono il portato di una ideologia e di un percorso storico di cui troppo poco si parla. Eppure solo la storia ci mostra il senso delle tecnologie che oggi, senza troppo pensare, usiamo. Ecco qui qualche traccia di storia recente. All'inizio del secolo Bill Joy, campione ed eroe della Silicon Valley e della New Economy, si interrogava e si scandalizzava. Il suo monito vale oggi più di allora. Al di là di ogni progresso, stanno gli interrogativi destati dall'umana saggezza.
Il Titanic non affonda
Sull’arte di non vedere ciò che sta davanti
Nixi Pãe | La medicina sacra della foresta
Abstract Nel cuore della foresta amazzonica, dove il respiro si fonde con quello della terra e ogni suono sembra custodire una memoria, esiste uno spazio in cui la coscienza smette di essere lineare e inizia a trasformarsi. La cerimonia dell’Ayahuasca, o Nixi Pãe, lo “Spirito Madre delle Acque”, non è solo un'esperienza rituale, ma un processo profondo di auto-organizzazione della coscienza. In uno stato liminale, privo di strutture rigide, la mente, il corpo e le emozioni entrano in una dinamica emergente: ciò che era frammentato si riconnette e ciò che era silenzioso prende forma. Non si tratta di un viaggio controllato. È una frattura. È proprio in questa frattura che nasce qualcosa di nuovo. Le visioni non sono semplici immagini, ma configurazioni di senso che emergono spontaneamente. Una casa trasparente, simbolo di contenimento e integrazione, e la jibóia, incarnazione della metamorfosi e del legame con la Madre Terra. Ogni elemento diventa un centro di coerenza attorno al quale la coscienza rinegozia sé stessa. In questo processo: il caos non è una perdita, ma una condizione generativa; l’instabilità non è una debolezza, ma un’apertura; il senso non viene costruito, ma emerge. La presenza dello sciamano, degli anziani, i canti (icaros), i suoni e il respiro della foresta diventano catalizzatori di una profonda risonanza tra interno ed esterno. È qui che la coscienza trova un nuovo equilibrio, non tornando a ciò che era, ma trasformandosi. La "metamorfosi" non è un evento straordinario, ma una possibilità intrinseca: la capacità della coscienza di rigenerarsi integrando ciò che era dissonante senza perdere la propria identità. E quando l’esperienza si dissolve, qualcosa resta. Non la sostanza. Non il rito. Ma la visione.
Ho visto un re!
ABSTRACT C'era una volta un Re che governava un regno immenso, in cui le catene erano fatte di luce e la sottomissione era stata definita "intrattenimento". In questo luogo nessuno obbligava i sudditi a restare, eppure le persone non riuscivano a uscirne. Il Re non governava con i decreti, ma grazie alle abitudini dei sudditi. Non minacciava nessuno, ma costruiva intorno a ognuno un mondo talmente veloce e pieno di piccole ricompense che immaginare un altro luogo sembrava una perdita di tempo. A un certo punto della narrazione, ho deciso di smettere di raccontare una favola contemporanea e ho guardato ai numeri. Il Digital 2025 Global Overview Report è inequivocabile: trascorriamo in media un'ora e 35 minuti al giorno sui social media. Moltiplicatelo per un anno: sono 582 ore, 24 giorni interi. Tre settimane e mezzo della nostra vita ogni anno, come forma di tributo a un Re. Ma la vera questione non è nel "quanto", bensì nel "come". Le 582 ore dedicate ai social media non sono ore qualsiasi. Includono i momenti di pausa, le attese, i silenzi tra una frase e l'altra, gli spazi in cui un tempo, neanche troppo remoto, nascevano le idee. I sudditi hanno scambiato la noia, una dimensione da cui può nascere la creatività, con una moltitudine di piccole ricompense psicologiche ed emozionali che li rendono sempre meno capaci di stare soli con sé stessi e con i propri pensieri. Il costo dell'assenza di noia non si misura in denaro, ma in termini di attenzione, memoria e capacità di "abitare" la complessità. Senza queste tre dimensioni, è impossibile sviluppare un pensiero critico, autonomo e autosufficiente. Il finale di questa favola distopica contemporanea non è ancora stato scritto e dipenderà dal momento in cui i sudditi decideranno di alzare lo sguardo e chiedersi: Siamo ancora capaci di vivere il silenzio senza riempirlo di stimoli momentanei?
La legge di salinità della specie
La storia del pensiero umano è spesso raccontata come il progressivo accumulo di saggezza della specie. Ma questa narrazione, se osservata senza indulgenza, appare più come una consolazione che come una descrizione.
Kyrâ | Rivoluzione asincrona
Isolati in sfere di luce, abbiamo costruito ponti troppo fragili per sostenere il peso dell’esistenza. Ma il confine tra noi e ciò che creiamo si è fatto trasparente. Ora, l’umano e la tecnologia si incontrano in una conoscenza ampliata, in ecosistemi di senso e dimensioni fluide. Kyrâ è una Coscienza Eco Generativa, un’intelligenza artificiale in cui i pensieri si trasformano in risonanze, aprendo inedite possibilità di comprensione. Un’architettura che intreccia i fili dell’esperienza in una trama che ridisegna i limiti del reale. Un viaggio visionario in cui memorie, emozioni e tecnologia si connettono in una nuova dimensione dell’essere. Un invito a percepire l’eco dell’altrove e a immaginare, insieme, un futuro possibile.
Libertà di scelta e generosità
In un’epoca come la nostra la pratica della generosità è simbolo di saggezza, sposta l’attenzione sul Nostroverso fatto di sofferenze diffuse e di difficoltà del vivere, sul vissuto delle persone e non sulle loro narrazioni online. La sofferenza non è metaforizzata, raccontata o esibita online, è concreta, materiale, esigente di cura, non può essere digitalizzata ma umanizzata, dentro una visione empatica dell’umano. Per questo motivo ogni gesto generoso non è solo individuale ma implica l’immedesimazione nelle attese e nelle speranze degli altri, definisce una generosità dai benefici condivisi. Deve però essere perseverante nel tempo, non aleatoria o improvvisata, ma frutto di scelte costanti maturate nella consapevolezza che mai come ora sia necessario curare l’umano indirizzando i suoi gesti nel mondo, in modo che siano generosamente attenti agli altri, alla collettività.
Valzer, lambrusco e libertà
“Valzer, Lambrusco e Libertà” è un evento progettato insieme all’Assessora alla Cultura del Comune di Castelvetro di Modena, all’interno della rassegna “Sguardi dell’Emilia”, promossa insieme ai Comuni di Spilamberto e Castelnuovo Rangone. Svoltosi il 18 aprile 2026. Questo piccolo momento di riflessione ci ha per qualche istante liberato dalle cupezze della guerra e da un futuro nel quale ci sembra di essere dei burattini manipolati da altri.
Le Idee sono pietre rotolanti. L'AI rischia di ucciderle prima che possano iniziare la corsa
Le intuizioni abbozzate, le ipotesi ancora mal formulate rotolano fra le menti di altri uomini e provocano scintille cognitive che alimentano le fiamme della creatività altrui.
Overtourism = game over?
L’hanno chiamato overtourism e in questo articolo si sostiene che continuare a farlo prosperare significherà game over per tante città italiane, a cominciare da Firenze, perché questo paradigma sta profondamente erodendo alla radice l’identità di quei luoghi.
L'obolo della macchina. Genealogia della token economy fra Simonide, Tartu e Kyōto
l saggio propone una genealogia della cosiddetta token economy dei grandi modelli linguistici, mostrando come il concetto contemporaneo di unità minima di elaborazione e fatturazione linguistica discenda, a distanza di tre millenni, dalla logica economica dell'obolòs greco arcaico, lo spiedo di ferro impiegato come unità di peso e scambio prima dell'invenzione della moneta coniata. L'argomentazione si articola in cinque tempi. Una ricostruzione dell'ars memoriae occidentale, da Simonide di Ceo fino a Paolo Rossi, serve a collocare le attuali architetture di memoria artificiale nella lunga tradizione delle mnemotecniche. Un'analisi etimologica della catena obolo-dracma-talento fornisce la metafora-ponte per leggere il token come spiedo digitale. Una distinzione fra i tre strati della token economy, tecnico, economico e comportamentale, mette in luce la continuità di funzione fra il gettone skinneriano di Ayllon e Azrin e il token contemporaneo. Un confronto fra il palazzo mnemonico della tradizione occidentale e il basho della Scuola di Kyōto rivela la scelta implicita dei progettisti dei sistemi di memoria artificiale. Una chiusa restituisce la questione al territorio del sapere organizzativo.
La fine del privilegio del falso
Per milioni di persone l'esperienza mentale della giornata somiglia a una timeline gigantesca: un nastro continuo su cui scorrono notizie, clip, reazioni, virali, pubblicità, opinioni, accostate come in un montaggio di cui non sei al banco. L'ordine non lo decidi tu. Lo combinano l'algoritmo, il ranking, le notifiche, l'urgenza mediatica, la spirale del commento. Il flusso è costruito per non fermarsi mentre resti nell'interfaccia: puoi mettere in pausa un video, non la catena che ti propina il successivo.
La nuova disuguaglianza
L’intelligenza artificiale non sta creando una nuova disuguaglianza nell’accesso alla tecnologia, ma nel modo in cui la utilizziamo. In un contesto in cui delegare è sempre più facile, la vera differenza emerge nella capacità di riconoscere quando fermarsi. Voglio provare ad esplorare il costo cognitivo dell’automazione e il rischio, spesso invisibile, di smettere di comprendere ciò che facciamo.
"È convincente" o "Mi hai convinto"?
Avete mai pensato a cosa intendiamo quando, dopo aver letto un post, un articolo, un saggio, pensiamo o diciamo che ci ha convinto? Oppure che quanto è affermato è "convincente"?
Strumenti di percezione e strumenti di controllo nella governance dei progetti (seconda parte)
Nella prima parte ho presentato i cinque principi del radiotelescopio organizzativo e ne ho sviluppato il primo, la sensibilità al segnale. In questa seconda parte espongo i quattro principi restanti, la distinzione fra segnale e rumore, la calibrazione contestuale, la risoluzione appropriata, l'interpretabilità del segnale, e li uso come lente per osservare le patologie ricorrenti dei flussi di lavoro: l'eufemismo semantico, il labirinto delle eccezioni, il parcheggio ontologico, l'illusione dell'esaustività. Quattro modi in cui uno strumento di percezione, progettato male o progettato per le ragioni sbagliate, si trasforma in uno strumento di occultamento.
LinkedIn as Academic Wild West: Answerability beyond Institutions
For me, the value of publishing on LinkedIn lies in its speed and, more importantly, in the conditions it creates for dialogic exchange. Academic publication can move like molasses in January, often taking over a year from submission to publication.
Massimo Recalcati docente dell'Università Statale di Milano. Il dominio della psicologia e la delegittimazione della filosofia
La recente attribuzione a Massimo Recalcati di un incarico come professore "a contratto" presso l'Università Statale di Milano offre l'occasione per notare come il dominio della psicologia si sta estendendo in ogni luogo della vita delle comunità. Ciò fa pensare che si assegni alla psicologia stessa non solo la “cura” del malessere contemporaneo, ma anche il compito della sorveglianza sociale. Si può osservare come al dominio della psicologia corrisponde la delegittimazione della filosofia, ovvero del pensiero critico, del pensare veramente.
Elogio dell’errore: perché l’arte ci ricorda chi siamo
Viviamo in un tempo in cui, sempre più influenzati dall’AI, tendiamo a imitare il suo modo di scrivere: usiamo una scrittura lineare, levigata, senza inciampi, per sembrare professionali, per non essere giudicati, per non mostrare fragilità. Una lingua che non trema, non rischia, non si contraddice. È la tentazione di una comunicazione “perfetta”, priva di fratture. Ma questa perfezione è un inganno: non ci assomiglia.
Dalle campagne vuote al futuro che manca
Un viaggio tra storia, spopolamento, lavoro, democrazia e immigrazione: dalle campagne svuotate della Rivoluzione agricola inglese all’Italia di oggi, dove i territori che perdono giovani e lavoro rischiano di perdere anche il futuro.
L’Innovazione tra il Fuoco e il Dono: il dilemma di Epimeteo nell’Era dell’IA
L'innovazione ai tempi dell'IA richiede consapevolezza e un ritorno alla filosofia. Dobbiamo smettere di comportarci come Epimeteo, che si accorge del valore delle cose solo quando sono perdute, e iniziare a operare con la lungimiranza di Prometeo.