TESTI
L'Eco della Tua Obsolescenza
C'è una sensazione sottile, quasi un fruscio di fondo nelle nostre vite iper-connesse. È l'eco di una domanda che ci poniamo guardandoci allo specchio, scorrendo un feed di notizie o ascoltando un podcast sul futuro: sarò ancora capace? Sarò ancora utile domani? È la paura dell'obsolescenza, un fantasma che non è nato con i microchip e le reti neurali, ma che oggi, grazie all'Intelligenza Artificiale, bussa alle nostre porte con un'insistenza mai vista prima. E io, come ingegnere che ha scelto di abbracciare l'umanesimo digitale, sento il dovere di guardare questo fantasma negli occhi, per capire che non è un mostro da cui fuggire, ma un interlocutore con cui dobbiamo imparare a dialogare.
Toward understanding and preventing misalignment generalization
Large language models like ChatGPT don’t just learn facts—they pick up on patterns of behavior. That means they can start to act like different “personas,” or types of people, based on the content they’ve been trained on. Some of those personas are helpful and honest. Others might be careless or misleading. Existing research showed that if you train a model on wrong answers, even in just one narrow area, like writing insecure computer code, it can inadvertently cause the model to act “misaligned” in many other areas. This is called “emergent misalignment.” We studied why this happens.
Una domenica di luglio - Letture varie preparando le valigie per partire, per andare lontano, anche dal digitale
A essere sincero, quando sono lontano dal mio bosco, tutto mi appare irreale. Lo è perché mi lascio intrappolare dalla navigazione online e/o dalla lettura degli inserti domenicali come Robinson e La Lettura. Un tempo la lettura poteva rasserenarmi, invogliarmi a leggere ancora di più. Oggi prevale la noia o l’arrabbiatura, tante sono le stronzate a cui si va incontro, per colpa del semplice bisogno di coltivare conoscenze e conoscenza. Meglio forse tornare a “zappare”! Poi ci sono le eccezioni, capaci di suscitare interesse e attenzione, su cui provo a fare una semplice riflessione.
Rilanciare il pensiero incompiuto - Rebranding the unfinished thougtht
Cosa succede a un pensiero incompiuto quando viene espresso dentro un sistema ingegnerizzato per per garantire certezza, prestazioni e leggibilità professionale? Questo testo esplora come pensare in pubblico – particolarmente su piattaforme come Linkedin, richiede una alfabetizzazione costante, ricorsiva, in sintonia non solo con le idee, ma anche con le infrastrutture che le rimodellano.
Intolerable lightness of management: Oops - I did it again
I dared to wander off into my social media stream—just for a moment, just to breathe. And instantly, I was sucked into the Sunday morning maelstrom of management bullshit: quote cards, lobotomised 2by2s, pastel-coloured truisms, and the infinite scroll of HBS-certified semi-spiritual psy-scientific self-optimisation.
L'intelligenza artificiale sta uccidendo il WEB?
Lo racconta DataMediaHup nella sua newsletter domenicale, dalla quale prendo lo spunto per questa riflessione.
Segnalazione eretica in momenti drammatici
Drammatici sono i tempi di crisi e di guerra che stiamo vivendo. Lo sono sia per i fatti di cui siamo lontanamente testimoni, sui quali siamo costantemente e abilmente manipoltai, ma anche per la mancanza di reazioni di sdegno e per una passiva inazione che racconta molto del nostro mondo attuale e degli scenari distopici emergenti che si stanno preparando
Privacy l'è morta? Resistere alla sorveglianza è ancora possibile!
Per molti la privacy è morta e non esiste speranza che la si possa risuscitare. La pervasività della tecnologia è tale da rendere impossibile sfuggire all'apparato di sorveglianza che un'infinità di apparecchiature, software, algoritmi, oggetti intelligenti e piattaforme ormai sono in grado di esercitare, sempre e ovunque, online come offline. Il Web non è più quello di una volta ma un luogo dove si vendono dati e informazioni e dove chi lo frequenta è diventato la vera merce da scambiare, archiviare, analizzare e consumare.
Dal Golem ad AlphaGo
Cè un’intera corrente di pensiero – grosso modo ispirata ai modelli computazionali della mente - la quale ritiene che, sì, è possibile che robot e computer possano avere una mente per la buona ragione che la mente non è vincolata al supporto materiale: sia un’anima che un software per computer hanno un rapporto accidentale con il corpo in cui si trovano. E ciò stabilisce una singolarissima alleanza fra i vecchi dualisti che credono nell’esistenza dell’anima immateriale e i contemporanei cognitivisti che pensano che la mente sia un software per computer.
Il lavoro delle macchine, il destino dell’uomo -- Automazione, potere e disuguaglianza: perché serve una nuova regia del valore
Nel discorso dominante sull’innovazione, si fa spesso appello a una promessa implicita: che le tecnologie avanzate, e in particolare l’intelligenza artificiale, possano liberare l’umanità dalla fatica, dall’errore, dalla scarsità. Si racconta un futuro dove le macchine lavoreranno al posto nostro, permettendoci di esplorare vocazioni più alte: creatività, relazione, benessere. È un immaginario seducente. Ma dietro questa visione idilliaca si nasconde un paradosso sistemico: una società senza lavoro rischia di diventare una società senza reddito, e quindi senza consumo, senza coesione, senza futuro.
Platone e il Mondo delle Idee Digitale: Un Paradosso Effimero nell’Era dell’AI
Benvenuti, amici e colleghi umanisti digitali! Oggi ci immergiamo in un viaggio affascinante che attraversa millenni di pensiero, dalla Grecia antica alle frontiere più estreme dell’Intelligenza Artificiale. Il tema che ci attende è un paradosso che, da docente universitario in Intelligenza Artificiale e umanista digitale per vocazione, trovo profondamente stimolante e, a tratti, inquietante. Platone, il gigante della filosofia occidentale, ci ha insegnato che le Idee sono realtà eterne, immutabili, perfette, che risiedono in un regno al di là del nostro mondo sensibile, l’Iperuranio. Sono i modelli originali, le forme pure di tutto ciò che esiste. Ma cosa succede quando questo concetto di eternità si scontra con la realtà fluida e, oserei dire, effimera del digitale? Immaginate questo: le intelligenze artificiali, capaci di generare concetti, testi, immagini, persino filosofie, “esistono” su server che, secondo una narrazione diffusa, si autodistruggono ogni 30 giorni se non rinnovati. E se pensiamo alle reti neurali che generano concetti filosofici a ogni “riavvio”, creando ogni volta nuove “idee” effimere, il paradosso si fa ancora più acuto. È un contrasto stridente: l’eternità platonica contro la volatilità del bit. È su questo affascinante e provocatorio contrasto che voglio riflettere con voi oggi.
IL DONO
Grazie è tra le parole più comuni della nostra lingua; fa parte del vocabolario di base, è tra le prime parole insegnate ai bambini, elementare come mamma, papà, ciao… e poche altre, che costituiscono il nucleo di parole fondamentali della relazione. Tuttavia è parola che, osservo tra le pagine della mia memoria, sta perdendo campo, si dice di meno. Grazie è anche risposta reattiva, automatica: ricevo qualcosa – un oggetto, del denaro, un augurio – e dico (o dovrei dire) grazie.
Process Intelligence: dal codice alla forma, dal controllo alla conoscenza
In molte organizzazioni si automatizza prima di comprendere, si ottimizza prima di osservare. Questo articolo propone una riflessione critica maturata sul campo, a partire da decenni di lavoro nei sistemi complessi. Il focus è sulla process intelligence, non come tecnologia di controllo ma come linguaggio operativo. Grazie al process mining — e in particolare all’approccio object-centric — è oggi possibile ricostruire i processi a partire dai dati reali, rendendo visibili forme, deviazioni, relazioni e anomalie. Il risultato non è solo maggiore efficienza: è una nuova capacità di lettura e governo. Un punto di riferimento per chi vuole decidere con cognizione, agire con coerenza e progettare con lucidità.
Escher e il dilemma della mano che ne disegna un'altra, per una riflessione sulla IA
La litografia di Escher di una mano che ne disegna un'altra – che, a sua volta, disegna la prima – offre più di un intelligente paradosso visivo; Mette in scena lo stesso dilemma che ossessiona qualsiasi tentativo di pensare la tecnologia attraverso la teoria, la materialità e il linguaggio. Né la mano è origine né effetto, eppure entrambe sembrano generare l'altra in un gesto che sospende causa e conseguenza, iscrizione e carne, in un ciclo senza fine. Non si tratta semplicemente di un puzzle di rappresentazione, ma di un'allegoria della difficoltà di teorizzare il mondo materiale senza ridurlo al linguaggio o pretendere che il linguaggio possa distinguersi da esso. Siamo sempre già la mano che disegna ed è tirata, situata all'interno del circuito ricorsivo di corpi, codici, concetti e infrastrutture, ognuno dei quali si forma e viene plasmato a sua volta.
Il progetto non scritto: come si perde valore quando si tace
In ambienti dove le priorità si ribaltano a ogni sprint e le risorse cambiano posto prima di sedimentare, la vera differenza non la fa l’ennesimo badge sul curriculum, ma la mano di chi sa fissare i fatti sulla pagina. Scrivere bene significa dare forma alle decisioni, assegnare responsabilità, rendere intelligibile il ragionamento che le sostiene. È ciò che evita di rifare domani ciò che si era già deciso ieri. In un progetto vivo, l’abilità di stendere una nota chiara vale più di una collezione di certificazioni: perché, quando il framework si inceppa, è la parola precisa che mantiene la rotta, non il titolo incorniciato.
La cultura che cancella, nella versione attuale
Sulla cultura che cancella sono stati scritti saggi e scritti infiniti. Molti scrittori si sono costruiti la loro popolarità su questi temi, salvo poi scegliere il silenzio di fronte al wokismo di destra che si sta affermando, praticando una "cultura che cancella" e un politicamente corretto reazionari che stanno sostituendo (una vera e propria nemesi) la cosiddetta "cultura che cancella" di sinistra. E' una cultura di destra che si è manifestata in modo violento nelle politiche MAGA e di Trump finalizzate a "cancellare" come infetto qualsiasi progetto di inclusione. Una cancellazione che è andata oltre i progetti portando alla eliminazione di posti di lavoro, in particolare quelli ricoperti da donne. Alla deriva assunta da un tipo di cultura che cancella si è sostituita un'altra deriva, autoritaria, conservatrice, forse anche un po' fascista. Ciò che è interessante è lo storytellig dominante che illustra il "fascismo" attuale come una sana reazione al wokismo, al politicamente corretto e alla cultura degenerata della sinistra, salvo poi praticarlo con segno inverso giustificandolo come necessaria reazione e non come scelta politica finalizzata a esasperare il dibattito politico in modo settario e violento e attraverso regole truccate.
Intelligenza artificiale, quale futuro?
Una breve riflessione sul destino di libri scintifici d'autore, nei tempi rivoluzionari delle intelligenze artificiali e delle loro narrazioni onnipresenti e celebrative. Un breve testo per una riflessione necessario. Una provocazione da prendere sul serio, guardando al (nostro) futuro.
There is no second Europe
Un articolo scritto da Otti Vogt (vedi originale nel testo) che può apparire a una lettura superficiale troppo eurocentrico e poco interessato al resto del mondo, ma che è in realtà un appello accorato agli europei a riflettere sulla posizione dell'Europa nel mondo e a dare un contributo per una sua rinascita futura.
AI's just like me - But, like, totally not!
Una cosa che ho iniziato a notare nelle pie chiacchiere che circondano l'IA è la ricorrenza di due impulsi apparentemente distinti – l'identificazione e la differenziazione – che sono abitualmente confusi o messi in contrasto, anche se li ho trovati molto più rivelatori se pensati in tandem, come le difficili fondamenta del nostro tango relazionale co-emergente con la macchina. Mi spiego.