Cultura, Letteratura, Arte, Narrazione, Scrittura e Poesia
Pratiche umaniste di resistenza
Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. Siamo tutti testimoni, nostro malgrado, di una rivoluzione tecnologica che con la pretesa di digitalizzare la vita, riducendola a semplici algoritmi, ci sta cambiando dentro, in qualche modo ibridizzando, automatizzando e robotizzando. Ha cambiato il mondo e come lo percepiamo, come pensiamo e come comunichiamo, convincendoci che tutto sia informazione.
Referendum e ideologia
Questo mondo manca di profondità, l’ha persa. Chiunque si sente legittimato a sparare qualsiasi boiata, a credere che quella boiata sia una verità assoluta e a incazzarsi pure quando qualcun altro ribalta quella boiata, normalmente con un’altra simile. Questa processione di opinioni verso il santuario della riconosciuta popolarità è francamente insopportabile. Si è passati dal pensiero debole alla debolezza senza pensiero. Non sono contrario alla libertà di parola, anzi. Tutti hanno il diritto e il dovere di esprimersi. Sono contrario alle parole in libertà, quelle che non sono state veramente pensate e perciò rimangono superficiali. Vogliamo parlare poi del linguaggio? Io me ne intendo di linguaggio, è il mio lavoro. Il linguaggio non serve più a comunicare ma piuttosto a scomunicare. Scomunicare tutti quelli che non la pensano come quelli dell’ideologia dominante o di quella di turno oppure che dicono parole o frasi che potrebbero offendere qualcuno.
Per gente sola
La recensione del libro di Fabio Dainotti, Per gente sola. Prefazione di Luigi Fontanella, postfazione di Vincenzo Guarracino (Book Editore, 2026; pp. 107).
Cibernetica, Ciberspazio
Cybernetics trae origine dal greco kybernetiké. Che descrive una téchnē, un'arte o mestiere: l''arte di pilotare'
Tra imprevisti e vita quotidiana
Tre mie poesie del 2026
L'Invasione dei Cyborg Canterini: Ascesa e Trionfo dell'Auto-Tune
Musica, ai, autotune C'è stato un tempo, nell'era glaciale della discografia, in cui per incidere un disco bisognava saper fare una cosa piuttosto bizzarra: cantare intonati.
Dicono di lei e delle sue poesie
Due recensioni sui libri di Lavinia Capogna, autrice della Stultiferanavis. La prima è di Silvia Lanzi e recensisce il romanzo Il giovane senza nome. La seconda è di Marina Caracciolo.
E' tutta colpa loro
[Vision]
La vision è l'illuminazione, lo schiudersi improvviso della mente alla conoscenza del vero, alla concezione di una idea.
Marcel Proust
"Alla ricerca del tempo perduto" è un capolavoro del XX secolo ed è un romanzo composto da sette libri, ognuno con un suo titolo, da leggersi uno dopo l’altro. Il primo volume intitolato "La strada di Swann" o "Dalla parte di Swann", secondo la traduzione italiana a cui si fa riferimento, è uno splendido affresco in cui il protagonista, comunemente chiamato il Narratore, rievoca la sua infanzia.
Antonio Machado, professore di francese e grande poeta
Scrivere, continuare a scrivere
Non si scrive sempre per farsi leggere, si scrive e basta, perché se non lo si facesse si sarebbe un po’ più infelici.
La cara débil del denominado machismo
¿Como poner al descubierto el lado discutible del mensaje de condena: violencia machista?
[Mediocrità]
Una lirica scritta per sottolineare ahimè la mediocrità imperante in molti settori della vita quotidiana. Mediocrità aumentata a livello esponenziale perché molti esseri umani hanno delegato molte delle loro attività a dei tutori automatizzati e soprattutto hanno chiuso il pensiero nello sgabuzzino. Alimentando una preoccupante e colpevole passività che non può far altro che creare, come vediamo giornalmente, situazioni negative e difficili da tollerare.
[Creatività]
Parlando di creazione, si sfiora l’indicibile, e le parole si rivelano inadeguate.
Poesia, questa sconosciuta
Premesso che io credo che nessuna cosa sia in sé buona o cattiva ma dipende solamente dall’uso che facciamo, il motivo per cui critico non già la tecnologia ma QUESTA tecnologia è semplice: perché è anti umana, perché è responsabile di dividere e isolare gli individui, perché UMILIA le tante capacità cognitive che come esseri umani abbiamo e abbiamo costruito nei secoli (vogliamo parlare di quelle mnemoniche?), perché appiattisce ogni cosa, perché illude senza creare nulla.
Scrivere con la macchina.
Una (breve, ma sentita) risposta a Francesco Varanini.
Quando le parole si siedono
Quando le parole si siedono, non è perché tutto è stato chiarito.
Chi è l'autore. Apocrifi, falsi, plagi, negri e fabbriche letterarie
Autore è chi firma l'opera. O chi sceglie di non firmarla. O chi imita, chi falisifica, chi ruba o chi affida ad altri il compito di scrivere. O chi scrive al posto di altri. Così, appena aguzziamo lo sguardo, emerge il timore che i brillanti testi letterari che ci troviamo a leggere siano in realtà diamanti artificiali, imposture, inganni, raggiri. Dietro all'autore apparente, se ne cela forse un'altro. La letteratura è imitazione della letteratura. Ed è imitazione della vita. Scrivere è ri-scrivere. Scrivere è pasticciare con il già scritto. Finché giunti ad oggi, al tempo in cui sembra così facile lasciare alla macchina il compito di scrivere o riscrivere, possiamo tornare ad osservare la bellezza e la vitale efficacia dell'umano faticoso scrivere.