Cercare la pace
Dire che la pace è l'opposto della guerra è veramente troppo poco. Il modo di nominare la pace in diverse lingue ci parla di calma, quiete; di vita quotidiana e di mondi; di patti. E' troppo facile chiedere agli altri la pace, o cercare la pace come qualcosa che viene a noi da lontano, dal di fuori. In cuor nostra sappiamo che se non c'è pace in noi, non può esserci pace nel mondo. La via sta nel trasformare l'ansia in impegno. L'agire dell'essere umano impegnato nel lavoro è pro-mettere: 'mandare in avanti'. Verso la pace. La pace non è mai definitivamente raggiunta, garantita. E' sempre in fieri. Non è un dato, ma uno stato nascente. Il verbo 'cercare' ci indica un percorso. Cercare è 'girare intorno'. Se dunque la pace è un processo, un cammino, un viaggio, è un viaggio come eterno ritorno verso un luogo vissuto o sognato, dove si possa vivere tranquilli. E' un cerchio che sta a noi trasformale in spirale.
La pace: obiettivo cui tendere o pietra angolare sulla quale costruire?
Sbozziamo la pietra angolare della pace.
¡Trump no existe! y la democracia hipnótica
La gente hoy parece ver sólo lo que quiere. Y lo hacen de una forma agresiva, propia de esa parte del cerebro que los neurocientíficos llaman "rept...
Il dolore lancinante delle cassandre moderne che guardano Trump e i suoi clown distruggere il mondo occidentale
Abbiamo ancora bisogno di Cassandra. La realtà che oggi viviamo suggerisce si sì, per affrontare le crepe e le crisi in continua emersione, ma soprattutto per interrogarsi su cosa fare per ompedirne di nuove. Pensare di risolvere quelle già presenti sarebbe un atto di presunzione.
Si vis pacem, para civitatem! (Se vuoi la pace, prepara una civiltà)
Ancora una volta, si riuniscono a Davos per piangere la frattura del mondo e ricordarci, solennemente, che i forti fanno ciò che vogliono, e gli altri devono adattarsi.
Viviamo dentro un ologramma globale?
Ciò che sta succedendo in Medio Oriente in questi giorni non è che l’ultima espressione di una realtà che ci appare e ci viene raccontata nella sua espressione finale, ma che in realtà è il risultato emergente che racchiude in sé tutti i possibili e le altre possibilità che sono andate perse quando lo stato emergente è diventato quello finale.
La penisola del cuore spezzato
C'è un punto del mondo in cui il confine non è solo una linea sulla mappa, ma una ferita ancora aperta. Camminare lungo il 38° parallelo significa entrare in contatto con storie che nessun libro di storia potrà mai restituire davvero. La Corea del Sud mi ha mostrato che la pace non è mai scontata e che la vera forza si nasconde spesso negli occhi di chi ha perso tutto, ma continua a sperare. Questo non è un diario di viaggio, ma un pezzo di umanità raccolto tra le pieghe di un confine che non dovrebbe più esistere.
[Conflitto]
Addio alle armi: etica e origini del pensiero negoziale
È difficile stabilire il momento in cui gli esseri umani sono stati capaci di inventare uno strumento in grado di sostituire la guerra per risolvere i loro conflitti. Tracce in questa direzione si possono trovare nella storia di molte civiltà fin da tempi remoti. Eppure, l’arte della negoziazione fatica a liberarsi di un male antico che ha le sue radici proprio nella guerra. Per millenni gli esseri umani hanno risolto le loro contese, e continuano a farlo, attraverso la lotta, lo scontro fisico, la guerra, accettando di concedere, ed essere quindi disposti a mediare, solo se sconfitti. E questo spiega quanto sia difficile risolvere i conflitti, e quanto questo dipenda, non tanto dalla situazione, quanto dalla nostra disponibilità e capacità di pensare e agire in modo diverso.
L’AI tra mito e infrastruttura (POV #27)
Matteo Pasquinelli vs Nick Bostrom: Da dove proviene l’intelligenza che attribuiamo alle macchine?
Per gente sola
La recensione del libro di Fabio Dainotti, Per gente sola. Prefazione di Luigi Fontanella, postfazione di Vincenzo Guarracino (Book Editore, 2026; pp. 107).
Cibernetica, Ciberspazio
Cybernetics trae origine dal greco kybernetiké. Che descrive una téchnē, un'arte o mestiere: l''arte di pilotare'
Tra imprevisti e vita quotidiana
Tre mie poesie del 2026
L'Invasione dei Cyborg Canterini: Ascesa e Trionfo dell'Auto-Tune
Musica, ai, autotune C'è stato un tempo, nell'era glaciale della discografia, in cui per incidere un disco bisognava saper fare una cosa piuttosto bizzarra: cantare intonati.
Dicono di lei e delle sue poesie
Due recensioni sui libri di Lavinia Capogna, autrice della Stultiferanavis. La prima è di Silvia Lanzi e recensisce il romanzo Il giovane senza nome. La seconda è di Marina Caracciolo.
E' tutta colpa loro
[Vision]
La vision è l'illuminazione, lo schiudersi improvviso della mente alla conoscenza del vero, alla concezione di una idea.
Nettuno e Nemo nell'Era Digitale. Chi protegge gli oceani invisibili?
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Marcel Proust
"Alla ricerca del tempo perduto" è un capolavoro del XX secolo ed è un romanzo composto da sette libri, ognuno con un suo titolo, da leggersi uno dopo l’altro. Il primo volume intitolato "La strada di Swann" o "Dalla parte di Swann", secondo la traduzione italiana a cui si fa riferimento, è uno splendido affresco in cui il protagonista, comunemente chiamato il Narratore, rievoca la sua infanzia.
Antonio Machado, professore di francese e grande poeta
Intervista ImPossibile a Niccolò Machiavelli (IIP #26)
L’AI e il potere Oggi, ogni tecnologia che organizza informazioni, orienta decisioni e modella il comportamento collettivo diventa inevitabilmente anche una tecnologia di governo. Per capire cosa stia accadendo, può essere utile tornare a uno dei pensatori che più di altri ha analizzato la politica nella sua dimensione concreta. Niccolò Machiavelli è considerato il fondatore della scienza politica moderna. Nel Principe e nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio osserva la politica non come un sistema di principi morali, ma come “verità effettuale delle cose”, un campo di forze nel quale individui, istituzioni e popoli competono per conquistare e mantenere il potere.
Tempi di crisi, tempi filosofici
Viviamo tempi filosofici, oltre che molto tecnologici e digitali. Filosofici lo sono perché siamo dentro una grande crisi che contiene una infinità di crisi emergenti. Forse prevedibili ma che non riusciamo più a comprendere, affrontare e superare con concetti, formule, modelli e teorie (nebbie) universali tradizionali varie.
La teoria della stupidità
La stupidità è più pericolosa del male. Il male può essere combattuto, denunciato, limitato. La stupidità invece è impenetrabile alla ragione.
La delega cognitiva
Per secoli la tecnologia ha esteso le nostre capacità fisiche. Le macchine hanno sollevato pesi, accelerato movimenti, moltiplicato la forza del lavoro umano. Con l’intelligenza artificiale sta accadendo qualcosa di diverso. Non stiamo più delegando soltanto il fare. Stiamo iniziando, lentamente e quasi senza accorgercene, a delegare parti del nostro processo cognitivo: la sintesi, l’analisi, la scrittura, perfino le prime forme di giudizio.
Identità in crisi o crisi di identità?
La nostra identità, quella del mondo occidentale per intenderci, si trova oggi ad un punto di rottura(?), un bivio epocale in cui convergono contraddizioni antiche e nuove tensioni inedite; non si tratta semplicemente di crisi individuali o psicologiche, ma di processi storici, sociali e culturali stratificati, che stanno investendo la nostra soggettività, la nostra individualità e, più in generale, il nostro Io, nelle sue forme più profonde e ne stanno riconfigurando radicalmente le modalità di esistenza.