Libertà è partecipazione
Non c’è nulla di più importante della Libertà e su questo credo che possiamo essere tutti d’accordo, ma è fondamentale comprenderne il vero senso e capire che quando si parla di Libertà s’intende qualcosa che deve appartenere a tutti indistintamente e, per questo motivo, è ovvio che, pure se può sembrare una contraddizione, non può esistere vera Libertà senza il rispetto delle regole.
Oltre il gregge: narrazione umanista digitale su libertà e volontà di potenza in Nietzsche
Nel vasto scenario della nostra epoca iperconnessa, in cui la rete domina l’esperienza quotidiana e la pressione sociale si insinua spesso come un’ombra silenziosa, emerge con forza il richiamo di un antico eppure eternamente attuale pensiero: quello di Friedrich Nietzsche sulla mentalità del gregge e la volontà di potenza.
[Libertà]
Dante associa 'libertà' e 'volontà': della libertà furono e sono dotate solo le creature intelligenti, gli uomini. Sta agli uomini usare questo don...
Propaganda, giustizia e libertà. Appunti per una democrazia vigilante
Una riflessione sul rapporto tra propaganda, giustizia e libertà, e su come il linguaggio politico contribuisca a indebolire – o a custodire – le garanzie democratiche. Un invito a distinguere, pensare e vigilare, contro la semplificazione che trasforma il rumore in consenso.
Dubbio e libertà di scelta in contesti sempre più virtuali e digitali
Il contesto in cui esercitare il dubbio e la nostra libertà di scelta è sempre più quello virtuale. In esso abbiamo trasferito armi e bagagli, menti e azioni, le nostre intere esistenze, creando dei nostri doppioni nella forma di account o profili digitali. Questo contesto è formato da innumerevoli mondi artificiali, tutti vissuti come reali, tutti governati da algoritmi potenti che ne determinano funzioni e prestazioni, routine e comportamenti, scelte e decisioni. Dentro scenografie e sceneggiature ispirate dalla fisica sociale le scelte sono diventate binarie, agiscono su semplici interruttori che ci vengono proposti come strumenti potenti per l’esercizio della nostra libertà, ma che in realtà ci tolgono autonomia, ci impediscono di apportare modifiche al contesto nel quale esse sono rese possibili. E' necessario recuperare la capacità di pensare criticamente. Lo si può fare praticando il dubbio e la libertà di scelta. Meglio se basata sulla conoscenza, la (tecno)consapevolezza e la responsabilità. (𝗜𝗹 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 è 𝘂𝗻 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗡𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 - 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗠𝗲𝘁𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼).
Bauta, la maschera della libertà
Manca poco ormai. Siamo alle porte del Carnevale, una delle feste pagane più attese e suggestive dell’anno, le cui origini sono da ricercare nella notte dei tempi: da quel che sappiamo infatti già gli antichi egizi rendevano un tributo alla dea Iside con feste in maschera. L’obiettivo è quello di dimenticarsi per un breve periodo di tempo degli affanni quotidiani, dei ruoli ricoperti per indossare vestiti diversi, più comodi, colorati e trasgressivi, sganciandosi dalle consuetudini, dalle regole, dai doveri e dalle responsabilità richieste dalla società. Largo allo scherzo, alla burla, alla trasgressione alla libertà di abbandonarsi al piacere, alla goliardia e ad un disinibito divertimento. Protagoniste assolute del Carnevale sono le maschere, simbolo di un temporaneo rovesciamento dell’ordine precostituito, scherno nei confronti dei potenti ma anche rappresentazione dei vizi dei tipi umani, simbolo di mistero ed espressione profonda dei lati più intimi di un individuo. Ogni zona, ogni Paese possiede la sua maschera tradizionale. Ma fra tante una appare speciale e misteriosa…
Vivere la storia umana con energia, libertà e grazia
'Always Coming Home', di Ursula K. Le Guin
La questione della dignità umana nel Capitalocene
Abstract: La nozione di dignità umana è fondativa nel sistema internazionale dei diritti umani, tuttavia la sua definizione rimane incerta. Sebbene in un primo momento l’assenza di una formulazione razionale e univoca di questo concetto ha avuto l’effetto positivo di consentire la sua recezione e rielaborazione particolaristica nei diversi contesti culturali, garantendo l’espansione e lo sviluppo dei diritti umani, la policrisi che sta colpendo la comunità planetaria mette in luce l’inadeguatezza di tale fondamento dinanzi alla complessità del Capitalocene. In questo articolo analizziamo la crisi attuale del paradigma filosofico della dignità umana e proponiamo una sua riformulazione compatibile con il pensiero ecologico.
Il regime democratico
A Minneapolis, dove migliaia di cittadini protestano contro le politiche migratorie e la militarizzazione interna, due cittadini americani bianchi sono stati uccisi da agenti federali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), prima Renée Good il 7 gennaio, poi Alex Jeffrey Pretti il 24 gennaio, un infermiere di terapia intensiva partecipante alle manifestazioni, colpito mortalmente nonostante i filmati mostrino che stava solo registrando gli agenti e cercando di proteggere due manifestanti.
Il self-reliance nell'opera di Thoreau
Walden ovvero "𝐕𝐢𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢" fu riscritto ben sette volte prima della pubblicazione avvenuta nel 1854, ma in seguito Walden fu per Thoreau il libro di maggior successo. Tale testo è un’opera autobiografica, un resoconto dell'avventura del suo autore che dedicò ben due anni, due mesi e due giorni della propria vita (1845-1847) a vivere nei boschi per entrare in contatto con la natura e meditare sulla vita. Un viaggio introspettivo, una ricerca della felicità nella solitudine e di un rapporto intimo con la natura al fine di ritrovare se stesso in una società fondata solo su logiche di mercato che non rappresentavano ai suoi occhi i veri valori da seguire.
Le Idee sono pietre rotolanti. L'AI rischia di ucciderle prima che possano iniziare la corsa
Le intuizioni abbozzate, le ipotesi ancora mal formulate rotolano fra le menti di altri uomini e provocano scintille cognitive che alimentano le fiamme della creatività altrui.
L'AI Act non è una legge sulla tecnologia
L’AI Act non regola la tecnologia, ma l’uso che ne facciamo. Non è una norma tecnica: è un richiamo alla responsabilità di chi decide. Perché quando l’AI entra nei processi, le conseguenze restano umane.
Arte e intelligenza artificiale: (POV #32)
Brian Eno e Refik Anadol: tra ambienti generativi e immaginazione dei dati. Se l’esperienza è sempre più mediata da sistemi che apprendono e producono forme, quale margine resta per una percezione che non sia interamente prefigurata? E quale ruolo può assumere l’arte nel rendere questo processo intelligibile, senza ridurlo a spettacolo?
Overtourism = game over?
L’hanno chiamato overtourism e in questo articolo si sostiene che continuare a farlo prosperare significherà game over per tante città italiane, a cominciare da Firenze, perché questo paradigma sta profondamente erodendo alla radice l’identità di quei luoghi.
Tutti ricchi su Substack? Aritmetica di una promessa: indagine casuale su cinque articoli e una perplessità.
Questo articolo non sarebbe esistito senza una conversazione di alcuni giorni fa con Francesco Varanini, una di quelle conversazioni amichevoli in cui due persone si trovano a tornare, quasi senza accorgersene, sullo stesso punto dolente. Il valore dello scritto, soprattutto come testo stampato, libro, articolo di giornale, materia che pesa fra le mani di chi legge insomma. Più precisamente, parlavamo del perché chi scrive sia motivato a scrivere. La risposta più ovvia, i soldi, è quella che si esaurisce in fretta nella conversazione: chi scrive per soldi, e per quello soltanto, lo si capisce dopo poche pagine, e produce, di solito, quella letteratura che si trova nelle aree di servizio dell'autostrada, dove il prodotto editoriale è funzione del traffico di clienti già intontiti dai prezzi esorbitanti per un cappuccino e una briche e della velocità di acquisto che diventa azione necessaria mentre come a Knosso di cerca la via d'uscita per tornare alla propria vettura. Si tratta di un comparto legittimo del mercato editoriale, ovviamente. Esiste, però, una seconda motivazione, meno facile da esibire e meno facile da liquidare. C'è chi scrive perché sente il bisogno di ritrovare sé stesso, di dire la propria in un sistema che impone, ogni giorno con strumenti sempre più sofisticati, l'appiattimento del cervello sulla forma breve, sulla risposta automatica, sull'opinione preconfezionata. La scrittura, in questa seconda accezione, è una pratica di resistenza cognitiva, prima ancora che di comunicazione. Si scrive per pensare, e si pensa scrivendo.
Il cannocchiale e il sigillo: quando la Scienza divenne autorità
Oltre il "lo dice la scienza": ritrovare il pensiero critico nell'era dell'autorità indiscussa
Si può ancora parlare?
I rapporti fra gli individui sono diventati così schermati che ogni virgola fuori posto può essere percepita come un attacco distruttivo all’imperante ego di ciascuno. Il commento, la critica, il giudizio (quelli motivati, costruttivi, competenti) non hanno più diritto di cittadinanza perché vengono immediatamente percepiti come aggressioni, pregiudizi, distruzioni. Di fatto in tanti hanno talmente abolito il pensiero che non sanno più distinguere, appunto, tra un giudizio benevolo e una cattiveria. Si è proprio eliminata la capacità di giudizio.
Dire senza dire. Non dire dicendo (vii)
MACINATO FRESCO: PAGHI UNO, COMPRI DUE
Nessuno è libero, a Omelas
A partire dal racconto di Ursula K. Le Guin, il pezzo indaga la struttura del sapere nei sistemi contemporanei: sappiamo da dove vengono i nostri dispositivi elettronici e i nostri indumenti a basso costo, sappiamo chi ne paga il prezzo con il proprio corpo. Eppure il sapere non modifica la scelta. Attraverso un confronto con il pensiero di Foucault sul potere e la produzione dei discorsi, il pezzo mostra come la consapevolezza possa essere incorporata dal sistema senza intaccarlo, e come la domanda sulla libertà si traduca, alla fine, in una domanda concreta: quanto siamo disposti a pagare ciò da cui dipende la nostra felicità.
Il petrolio non è libertà
La dipendenza dai combustibili fossili non è realismo economico, ma vulnerabilità geopolitica. Le guerre lo dimostrano: la transizione ecologica non era un capriccio ambientalista, ma una strategia di sicurezza, autonomia e futuro.
The Stone Age: Between the Eastern Stone and the Western Age
Before we rush to send Iran back to the Stone Age, it’s worth remembering that the Stone Age isn’t exactly the insult some imagine, and it may hold more power than its critics think.
E’ ancora possibile capirsi?
L’infrastruttura che ha guidato tutti i processi storici e sociologici è sempre stata il linguaggio; in questo senso, il linguaggio non è stato solo uno strumento, ma l’architettura attraverso cui si sono costituiti identità, istituzioni, forme di legittimazione del potere ma, soprattutto, narrazioni collettive.
Madre della propria madre
Racconto
La domanda di Alfonso Cariolato
Alfonso Cariolato è un filosofo italiano il cui lavoro si muove lungo una linea di ricerca attenta alla trasformazione delle forme dell’esperienza contemporanea, in particolare nei punti in cui soggettività, tecnica e linguaggio entrano in tensione. La sua scrittura mantiene un rapporto costante con la tradizione filosofica, senza assumerla come repertorio da commentare, ma come campo di forze da riattivare criticamente, spesso attraverso un confronto serrato con autori come Baruch Spinoza e Jean-Luc Nancy. Nei suoi interventi emerge una particolare attenzione per ciò che eccede le forme stabilizzate del pensiero, per quelle soglie in cui il senso non è ancora del tutto articolato, ma già insiste, chiedendo di essere pensato. In questo quadro, temi come l’esposizione del corpo, la costituzione del soggetto e le condizioni tecniche della produzione di immagini e discorsi vengono affrontati evitando sia il rimpianto per forme perdute, sia un’adesione acritica al presente. Il suo lavoro si colloca così in uno spazio di interrogazione in cui le categorie classiche della filosofia vengono messe alla prova dai dispositivi contemporanei, senza che ciò conduca a una loro semplice dissoluzione. Piuttosto, ne emerge una pratica filosofica che insiste sulla necessità di ripensare i rapporti tra esperienza, finitudine e senso, mantenendo aperta la domanda su ciò che, nel presente, continua a chiedere ascolto.