La Memoria del Presente appunti per un oblio generativo
Forse se esercitassimo la memoria anche in questo senso, se invece di ricordare solo singoli accadimenti della storia sperando di ostacolarne la riproposizione senza alcuno sforzo adulto, se si connettessero al presente per migliorare le nostre relazioni, allora l’oblio fisiologico inevitabile potrebbe essere sostituito da una maggiore consapevolezza della banalità del male, che allora come oggi non è mai scomparsa. E che oggi si mostra esplicita e apparentemente incontrastabile a tutti i livelli. A troppi livelli, per non renderci più preoccupati, ma anche più responsabili. Più aperti alla scomodità del confronto e meno a raccontarci la ninna nanna del ricordo perché non succeda più. Perché la prevaricazione, che è sempre violenta a intensità variabile, non è stata solo un problema esclusivamente nazista, non è mai sta interrotta e sta succedendo anche qui e ora.
La memoria e il futuro: un caso interessante di eterotopia a Copenaghen
Il concetto di eterotopia, introdotto da Michel Foucault nel saggio Des espaces autres (1967), designa luoghi fisici e simbolici che si collocano ai margini dell’ordine normativo, funzionando come specchi deformanti della società.
Méditation sur la mémoire
Un saggio sulla memoria, in forma di meditazione, di Pierre Levy, filosofo e Membro della Société Royale du Canada (2025). Un testo denso, che rich...
Un posto dove posare il cappello
Racconto
Memoria de una Lycosa tarentula
Memoria de una tarántula Lycosa o si lo prefieren, recuerdo de una araña que cree que puede regenerarse en tarántula.
La Guardianía del Sentido
Operacionalizar la guardianía del sentido no significa convertirla en un método cerrado, sino mantenerla como una práctica criterial, situada y reflexiva que introduce preguntas ineludibles en el diseño y despliegue tecnológico. Más que añadir métricas o protocolos, desplaza la atención hacia la lectura de sentido, la cultura organizativa y el contexto, evitando que la eficiencia técnica clausure prematuramente el mundo. No ofrece recetas universales, sino un umbral de responsabilidad desde el que seguir actuando sin abdicar de lo humano.
Senza memoria non c'è conoscenza
Un articolo del filosofo Maurizio Chatel, con cui ho avuto modo di lavorare online nella produzione di conoscenze e conoscenza utili a una maggior tecnoconsapevolezza e responsabilità, sempre mell'ambito di riflessioni filosofiche ma anche civili, di cittadinanza attiva. Il testo che segue è stato pubblicato originariamente sul mio portale online creato nel 2010 dal nome SoloTablet. Vista la rilevanza del testo e del lavoro di riflessione di Maurizio Chatel mi sono permesso di condividerlo anche sulla Stultiferanavis.
Memoria, narrazione e crisi di significato: una riflessione filosofica sull'essere contemporaneo
L’essere umano vive sospeso in una tensione temporale: tra passato, presente e futuro, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. In questa condizione, memoria, narrazione e linguaggio si rivelano i pilastri della nostra esistenza. Sono strumenti essenziali per dare senso al caos del mondo, ma cosa accade quando questi pilastri si incrinano? Quando il tempo si riduce a lavoro e consumo, quando il linguaggio diventa sterile e i rituali perdono il loro valore simbolico? Siamo forse di fronte a una crisi non solo della memoria, ma anche del nostro essere-nel-mondo.
L’architettura dell’oblio: geologia del potere, stratificazione e manipolazione della memoria collettiva
La storia non è un semplice archivio di fatti oggettivi, ma un campo di battaglia politico ed etico dove la memoria viene costantemente plasmata, filtrata e, in molti casi, deliberatamente manipolata. Le fonti analizzate rivelano come la costruzione di un’identità collettiva passi spesso attraverso la creazione di miti eroici finalizzati a nascondere realtà di oppressione, furto territoriale e impunità sistematica. Esplorare questi meccanismi significa immergersi nelle ombre proiettate dai grandi simboli della democrazia, come la Statua della Libertà, che spesso funge da paravento per un dominio globale fondato sulla forza militare. Tuttavia, per comprendere appieno come questa manipolazione avvenga, dobbiamo guardare oltre la cronaca e adottare una lente nuova: quella della stratificazione tecnologica e geologica. In questo "scavo archeologico nel giardino dei libri" di casa mia... ho mischiato a modo mio l'affascinante concetto di "geologia dei sistemi IT", i ricordi di quando anche io contribuivo attivamente a diversi progetti Open Source, collegando il tutto ai temi civili della manipolazione storica.
Il senso del valore
Il senso del valore nell’epoca del rumore permanente Quando la memoria smette di essere forma e diventa consumo La civiltà si misura nella capacità di trasformare il timore in memoria L’umano tra memoria e rumore: la perdita del valore nel tempo dell’informazione continua Una notte insonne, segnata dalle notizie di guerra, incontra la potenza del Dies Irae di Verdi e diventa occasione per una riflessione sociologica sul mutamento del valore umano, sulla perdita dei rituali e sulla trasformazione della memoria nell’epoca del rumore permanente.
La solitudine della vecchiaia
Senectus ipsa est morbus
Il problema non è chi ti copia
Non è più solo una questione di creare contenuti, ma di essere riconosciuti mentre circolano. Quando la distribuzione diventa parte della creazione, l’autorialità si fa fragile e il rischio non è essere copiati, ma essere sostituiti.
Vivere nell'eccezione
Da qualche anno, un numero crescente di persone fatica a fare piani per il futuro: non piani ambiziosi, ma piani normali. Dove sarò tra due anni, che lavoro starò facendo, ha senso comprare qualcosa che durerà un decennio. Tutto questo non è ansia clinica. È la risposta adattativa di chi abita un sistema che ha smesso di offrire aspettative ragionevoli sul futuro. Questo saggio si occupa di cosa accade dentro le persone che abitano lo stato di eccezione permanente. L'ansia ontologica di chi ha perso l'orientamento, la crisi identitaria prodotta dal vuoto lasciato dalle comunità dissolte, il collasso della fiducia come infrastruttura sociale, il sovraccarico informazionale come pressione aggiuntiva su un sistema già al limite. Attraverso la letteratura sul trauma complesso, sulla psicologia sociale e sulla teoria critica dei media, il saggio mostra come questi fenomeni non siano problemi paralleli e separati, ma un sistema integrato con un nome preciso: trauma sistemico. Non nel senso di evento acuto ed eccezionale, ma nel senso tecnico di condizione psicopolitica permanente. Lo stato di eccezione di Schmitt stabilizzato come normalità strutturale.
Il Bombo. Breve storia di un insetto aristotelico
Il bombo non sfida le leggi della fisica: le rispetta alla lettera, a 230 battiti alari al secondo. A sfidare qualcosa sono stati, semmai, i calcoli di un entomologo francese nel 1934 — sbagliati, poi corretti, e tuttavia immortalati nella leggenda. Partendo dallo smontaggio di un mito tenace, l'articolo arriva dove non ci si aspetta: alla coppia aristotelica di potenza e atto, alla priorità ontologica dell'atto sul possibile, e alla domanda su cosa significhi davvero guardare un fenomeno invece di dedurlo da un modello.
Origini dei conflitti e delle guerre
La repubblica proibisce severamente ogni manifestazione ed esaltazione dell’odio, nella gestione delle relazioni umane a tutti i livelli: interpersonali, familiari ed extrafamiliari, fra comunità diverse, tra religioni teologicamente lontane, tra gli stati di ogni ideologia e di ogni continente.
Protéger ou le nouveau roman de Stéphanie Arc
Comment je n'ai pas sauvé la terre nous parle d'une facette de la France que nous, Italiens, connaissons moins bien : l'amour de la nature et le désir de la protéger d'une manière sincère, honnête, jamais banale.
Proteggere o il nuovo romanzo di Stéphanie Arc
Una lettra del libro di Stéphanie Arc, "Comment je n'ai pas sauvé la terre" che parla di una delle anime della Francia, meno conosciuta da noi italiani, dell'amore per la natura e del desiderio di proteggerla in un modo sincero, onesto, mai scontato.
Risolvere i conflitti. O aggravarli.
La stupidità della guerra
La Sabbia e le Perle: Perché il Significato che Dai alla Vita Vale Più di Qualsiasi Algoritmo
Nell'era dell'Intelligenza Artificiale, la nostra vera ricchezza non è nei dati, ma nel senso che sappiamo costruire Ieri sera, scrollando distrattamente lo smartphone, mi sono fermato davanti a una vecchia fotografia. Non ricordavo nemmeno di averla scattata. Eppure qualcosa dentro di me si è risvegliato all'istante: non erano i pixel a commuovermi, ma il senso nascosto dietro quell'immagine. Un pomeriggio d'estate, una risata condivisa, un momento che nessun algoritmo potrà mai catalogare fino in fondo. È proprio in istanti come questi che sento l'urgenza di parlare di ciò che ci rende umani nell'era dell'IA.
In Italia non legge più nessuno, lo dice un lettore fortissimo!
Anche a Milano ormai per trovare una libreria indipendente (3700 quelle rimaste aperte in Italia) bisogna camminare, spostarsi, tanto si sono rarefatte, trasformate, camuffate, in cerca costante di sopravvivenza. Tante librerie resistenti con librai capaci, dalle mille idee e iniziative, che si trovano però ad affrontare un calo della domanda sulla quale sembra impossibile fare qualsiasi cosa per invertire la rotta. In Italia l’anno scorso solo un terzo degli italiani ha letto almeno un libro, e le vendite sono calate, lo hanno riconosciuto anche gli editori.
Autocracy Inc.
Cinque giorni prima delle elezioni ungheresi, il vicepresidente americano sale sul palco accanto al primo ministro ungherese, dice agli elettori di ignorare i "burocrati di Bruxelles" e dichiara: "Dobbiamo far rieleggere Viktor Orbán!"
Oltre Hormuz: La Rinascita del Suolo come Strategia di Sovranità Alimentare
Il presente report, inserito in una conservazione con Gemini AI, analizza la profonda vulnerabilità del sistema agricolo globale, evidenziata dalle recenti tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz (aprile 2026). Attraverso l'esame della filiera dei fertilizzanti sintetici — intrinsecamente legata alle rotte del gas naturale e ai colli di bottiglia logistici — la discussione si sposta verso la necessità di una nuova strategia agricola. Questa non deve limitarsi alla diversificazione dei fornitori, ma deve puntare a un cambio di paradigma: il passaggio da un'agricoltura "estrattiva" a una "circolare". L'integrazione di soluzioni come il biochar e lo studio della Terra Preta suggeriscono che la rigenerazione del suolo non è solo una scelta ecologica, ma una necessità strategica per garantire la resilienza e la sicurezza alimentare del futuro.
Bastonati ogni giorno, ma contenti!
Questa breve riflessione nasce dalla lettura di un brevissimo testo del filosofo Giorgio Agamben nella quale definisce la tecnologia come un bastone. Riprendendo e radicalizzando Foucault, Agamben ha definito nelle sue opere il dispositivo come qualsiasi meccanismo di tipo tecnico, istituzionale, discorsivo, ecc., capace di catturare, orientare e controllare i gesti, i comportamenti e i pensieri degli esseri umani. La tecnologia digitale, e l'intelligenza artificiale in particolare, è oggi forse il dispositivo più potente mai costruito: non impone obbedienza con la forza, ma la produce attraverso l'uso. Ogni volta che deleghiamo una decisione a un algoritmo, ogni volta che lasciamo che un sistema di raccomandazione scelga cosa leggere, ascoltare, pensare, non siamo costretti, siamo guidati. Il bastone non colpisce: indica la strada. E noi la seguiamo.
Quando l’AI esce dallo schermo
L’intelligenza artificiale non è più solo qualcosa che risponde. Sta iniziando a percepire e agire nel mondo reale. Questo passaggio cambia tutto: non stiamo più introducendo strumenti, ma sistemi che hanno conseguenze concrete. Una riflessione su cosa succede quando l’AI esce dallo schermo.
AGI non è il prossimo passo. È un altro gioco
Capire cosa rende davvero “generale” un sistema intelligente, e perché non basta scalare i modelli attuali