La lezione di Sant'Agostino

Una lezione sulla verità. La verità a cui si riferisce Sant’Agostino non è legata strettamente ai fatti, non è la maschera del qui e ora: essa è oltre la prigione dello scetticismo e del sospetto, non si lascia confondere dalla polemica, dai ricatti e dalle minacce. È una verità ontologica, intima e ulteriore che, pur essendo nell’interiorità dell’uomo, non è tutto l’uomo: «Se troverai mutevole la tua natura, trascendi te stesso»

La Guardianía del Sentido

Operacionalizar la guardianía del sentido no significa convertirla en un método cerrado, sino mantenerla como una práctica criterial, situada y reflexiva que introduce preguntas ineludibles en el diseño y despliegue tecnológico. Más que añadir métricas o protocolos, desplaza la atención hacia la lectura de sentido, la cultura organizativa y el contexto, evitando que la eficiencia técnica clausure prematuramente el mundo. No ofrece recetas universales, sino un umbral de responsabilidad desde el que seguir actuando sin abdicar de lo humano.

Il Momento Non Esiste: Sei Tu a Crearlo

Come l'Intelligenza Artificiale chiama tutti, e soprattutto gli studenti, a forgiare il proprio istante con coraggio e mente critica. C'è una frase che mi torna in mente ogni volta che incontro uno studente paralizzato davanti al futuro, ogni volta che sento un adulto dire "aspetto il momento giusto" come se il momento giusto fosse un treno con un orario fisso, una cosa che arriva da sola se si ha sufficiente pazienza.

Invito al viaggio

Invito al viaggio si rivela un ponte tra poesia, musica e filosofia: non descrive semplicemente un altrove, ma suggerisce che il vero viaggio è quello che conduce verso una trasformazione dello sguardo, della coscienza e della dimensione interiore.

La costruzione dell’ovvio

Questo articolo nasce da un percorso di ricerca autonomo, non lineare, guidato dal desiderio di comprendere i meccanismi attraverso cui il pensiero collettivo si forma e diventa senso comune. L’incontro con il pensiero di Serge Moscovici non è avvenuto all’interno di un programma universitario strutturato, ma attraverso un’esplorazione indipendente, resa necessaria dal confronto con il dibattito pubblico contemporaneo. Il testo non intende offrire un’esposizione specialistica, ma una chiave di lettura: rendere visibili i processi attraverso cui ciò che è complesso viene reso familiare e ciò che viene discusso diventa ovvio.

Il Centro di Ir-Recupero

Si rese conto che la libertà dei trasparenti era una condanna dolcissima. Poteva camminare nelle piazze, passare davanti alle guardie, persino sfiorare il viso di chi aveva amato, e nessuno avrebbe battuto ciglio. Era diventata come il vento: una forza che sposta le cose ma non possiede un corpo.

Una poesia di Tommaso Campanella, perfetta per i nostri tempi!

O subiamo i nostri tempi o sappiamo guardare alle cose che non vanno e chiediamo di parlarne. Una poesia di Tommaso Campanella, che con Bernardino Telesio ci ha offerto lezioni di morale in un tempo di grande decadenza intellettuale, morale e politica, il Seicento. Un tempo che non sembra dissimile dal nostro.

The axis of devil

On 28 February 2026 — the eve of Purim, a date chosen with deliberate theological symbolism — without a UN mandate, without any armed attack on either state, and with diplomatic talks still active in Vienna, the United States and Israel bombed Iran. They struck its nuclear facilities, hit the residential compound of its Supreme Leader, and declared publicly that their objective was regime change. Donald Trump called it "major combat." Benjamin Netanyahu called it “deliverance”.

Ti voglio bene

Ma posso dirti che il ti voglio bene è la forma d'amore che si dà nella distanza enigmatica tra amato e amante, e che ti voglio bene e sempre te ne vorrò: non come una gabbia che imprigiona ma come una soglia che desidero attraversare, anche per questo ti lascio andare via.

Disimpegno morale nell'era della delega algoritmica

Zimbardo assegnava uniformi a studenti e otteneva aguzzini. Bandura ha identificato otto meccanismi attraverso cui persone comuni violano i propri princìpi senza provare disagio. Oggi quegli stessi meccanismi operano su scala planetaria, tradotti in funzioni di prodotto dall'industria dell'intelligenza artificiale. Questo saggio esplora la zona d'ombra dove il disimpegno morale incontra la delega cognitiva: il punto in cui smettiamo di pensare e cominciamo a obbedire, convinti di stare semplicemente usando uno strumento. La tesi è che l'obbedienza più efficace sia quella che non si riconosce come tale, perché si presenta con il volto rassicurante dell'efficienza.

Giustizia algoritmica (POV #25)

Cathy O’Neil vs Virginia Eubanks: Chi decide davvero quando un algoritmo decide? Sempre più decisioni che incidono sulla vita delle persone non vengono prese da esseri umani ma da sistemi automatici. Software che selezionano i candidati a un lavoro, punteggi che determinano l’accesso a un prestito, algoritmi che stabiliscono chi può ricevere un sussidio. Quando questi strumenti entrano nei processi pubblici e privati, il confine tra amministrazione tecnica e scelta politica diventa meno visibile. Le decisioni appaiono oggettive, basate sui dati. Ma chi definisce i criteri e risponde degli effetti? Negli ultimi anni le istituzioni europee hanno iniziato a riconoscere che alcune applicazioni dell’intelligenza artificiale incidono direttamente sui diritti. Per questo gli algoritmi usati nel lavoro, nel credito e nel welfare sono considerati “ad alto rischio in quanto può determinare opportunità e limiti di vita senza un reale spazio di contestazione. In questo contesto si collocano due voci ormai centrali nel dibattito internazionale: Cathy O’Neil e Virginia Eubanks. O’Neil, matematica e data scientist, ha definito molti modelli decisionali automatizzati “armi di distruzione matematica”, sistemi difficili da contestare che trasformano dati incompleti in decisioni definitive, spesso rafforzando le disuguaglianze sociali sotto l’apparenza della neutralità statistica. Eubanks, politologa, osserva invece gli algoritmi dal punto di vista del welfare. In Automating Inequality mostra come le tecnologie usate per gestire sussidi e assistenza negli Stati Uniti trasformino la vulnerabilità economica in un problema di sorveglianza e controllo, creando una sorta di “burocrazia digitale della povertà”. Il problema non riguarda solo la qualità tecnica dei modelli, ma la natura stessa della decisione pubblica. Se la selezione di un lavoratore, l’assegnazione di un mutuo o l’accesso a un servizio essenziale vengono affidati a sistemi automatizzati, chi resta responsabile dell’esito? E quale spazio rimane per il dissenso quando le scelte appaiono come il risultato inevitabile di un calcolo?

Dimensions of Interaction [1]

This paper is part of a conceptual trilogy on systemic thought: Dimensions of Interaction [1], Systemic Consciousness [2], Systemic Intelligence [3] Dimensions of Interaction (the process) Systemic Intelligence (the structure) Systemic Consciousness (the emergent outcome)

Contro la delega del pensiero: ripartire da Umberto Eco per governare l’IA

19 febbraio 2026: Dieci anni senza Umberto Eco. Oggi, più che mai, è lui a parlarci del nostro presente. ChatGPT, Gemini e gli altri LLM sono, per dirla con il Professore, le massime espressioni di “macchina pigra”. Producono sintassi, ma non semantica. Calcolano probabilità, ma non creano senso. Mentre il mondo continua ad interrogarsi su reti neurali, algoritmi, bias e (presunta) intelligenza non umana, sono tornato su alcuni lasciti di Eco strettamente collegati ad una contemporaneità sempre più AI/DATA-DRIVEN. Non ci serviva un profeta per prevedere l’IA generativa, ma forse ci serve un semiologo per sopravviverle.