Futuro

Il presente non è che il futuro più vicino a noi, il primo momento del tempo sul quale possiamo incidere. Il futuro è implicito nell’ora -che vuol dire ‘stagione’- che stiamo vivendo. Sta a noi portarlo alla luce. Il senso del futuro è infatti questo: 'ciò che potrà essere se sapremo fare in modo che sia'.

L'ombra che portiamo: un viaggio nella saggezza dell'accettazione

Esiste una parte di noi che preferiremmo ignorare: l'ombra dell'anima che custodisce dolori, paure e imperfezioni. Dalla psicologia di Jung alla filosofia di Nietzsche, dalle saggezze orientali al pensiero giapponese, tutte le grandi tradizioni convergono su una verità rivoluzionaria: questa ombra non è il nostro nemico, ma la chiave per una vita più autentica. Non si tratta di eliminare le parti oscure di noi stessi, ma di abbracciarle con compassione. Un viaggio attraverso la saggezza millenaria per scoprire che la completezza umana nasce dall'accettazione, non dalla perfezione.

L'Ombra che Portiamo: Fenomenologia dell'Accettazione tra Oriente e Occidente

In un mondo che tende sempre più alla polarizzazione, alla semplificazione, alla negazione della complessità, le sapienze convergenti ci insegnano una lezione fondamentale: l'arte di abitare la contraddizione, di danzare con l'ombra, di trovare nella fragilità la nostra più autentica forza.

Quella poesia che nessuno scrive

Si scrive sempre da un esilio, come sospesi tra due abissi: un fondo oscuro e segreto che si spalanca alle nostre spalle e qualcosa che da sempre ci attende come un destino.Ciò che resta è la traccia di una scomparsa, il segno di una voce perduta e di un desiderio, la risposta ad una chiamata antica.

La forza del ricercatore debole

Il ‘ricercatore debole’ è vicino al ‘poeta romantico’. Per entrambi l’idea di un ordine riconducibile a schemi è una costrizione che esclude porzioni troppo grandi del sistema vivente (Whitehead 1925). Per entrambi ciò che conta innanzitutto è l’abduzione, l’incessante riformulazione di ipotesi interpretative, di nuove letture del mondo. Per entrambi il punto di partenza sta nell’affermare il valore della diversità. Per entrambi la sensibilità soggettiva, che si manifesta come scostamento dalla regola, è la principale ricchezza. Per entrambi gli strumenti di osservazione non sono dati a priori, ma sono da scoprire di volta in volta a seconda della situazione, strettamente legati all’oggetto di indagine. Entrambi sono disposti a lasciarsi sorprendere. Entrambi accettano e tentano di comprendere il mistero, il segreto, l’occulto, il crimine.

Il paradosso dell'individualismo: da persone a semplici io frammentati, tanti “dividui”

Breve recensione del libro di Carlo Bordoni di redente pubblicazione, The Society of Dividuals (La società dei dividui. Virtualizzazione dell’esistenza). L'analisi che l'autore regala al lettore ha come oggetto la morte dell'individuo e la sua sostituzione con moltitudini di "dividui". L'analisi può generare sconforto, soprattutto in un'era in cui tutti siamo diventati più o meno individualisti, molti anche nella sua forma narcisistica, senza rendersi conto di essere co-protagonsti di una vera e propria regressione al pre individuo, al dividuo. Bordoni semnra fornirci un futuro senza speranza per l'in-dividuo, o con una speranza sola: (re)imparare e imparare ad avere coscienza, a coltivarla, usarla per distinguerci, riflettere, provare a essere individui e non solo dividui asserviti alla tecnica e oggi servi delle IA.

Memoria, sviluppo, responsabilità. Un dialogo con Fabio Siviero su L’ultimo miracolo

In questo dialogo, Fabio Siviero riflette sul valore della memoria locale come strumento critico per interrogare il presente. A partire da L’ultimo miracolo, il racconto del boom economico nel Veneto diventa occasione per porre domande sulla direzione della nostra società, sul significato attribuito al progresso e sulle sue eredità materiali e simboliche. Il territorio non viene assunto come margine, ma come luogo in cui i processi storici si rendono visibili e discutibili.

L’eccezione della comprensione

Forse ciò che ci scandalizza nelle macchine è che ci costringono a guardare una verità scomoda, che una grande parte della nostra conoscenza funziona senza comprensione, e che il capire non è ciò che garantisce il funzionamento del sapere, ma qualcosa di più fragile, più raro, più esigente. Dire che non tutto ciò che è saputo è anche capito non è quindi una critica all’intelligenza artificiale. È una constatazione sul modo in cui la conoscenza umana si è sempre organizzata.

La poesia che salva le parole

"Nell’era delle macchine-IA le parole sono diventati semplici oggetti inanimati usati per comporre artefatti di frasi, persino per comporre articoli, tesi universitarie e libri.  In questa realtà diventata palude, stagno plumbeo ristagnante e pieno di sabbie mobili, la poesia è un’ancora di salvezza, l’appiglio che salva dall’inferno e dalle sabbie mobili.  La poesia di questi tempi è come un argine alla brutalità della realtà corrente, alla volgarità della lingua esercitata sulle piattaforme cosiddette social, al malessere che tutti coglie per le continue crisi che caratterizzano il tempo recente.  La poesia è anche una finestra di riflessione, ci spinge a rallentare, alla riflessione, a ricercare l’autentico che c’è in noi, a non dilapidare il suo valore, delegandolo a entità esterne e straniere come le IA.  La poesia è futuro, per questo fuori contesto nel presentismo corrente. Chi è immerso nel presente non pianta semi, la poesia lo fa, non si preoccupa del raccolto, la poesia al raccolto di senso sempre conduce, è fatta per incidere, trasformare chi legge, rimanere, predisporre altri raccolti a venire.  In tempi complessi ad elevata entropia e criticità, disumani,  la poesia è una boccata di ossigeno, aiuta a carezzare le parole, a ridare loro un senso, a riscoprire la loro capacità di esprimere il nostro umano sentire." (Carlo Mazzucchelli)

Moltbook and the Question of Novelty

Moltbook is an experimental social platform in which large language model agents post and respond to one another with minimal human intervention. There are no explicit goals, shared tasks, or coordination mechanisms. What emerges instead is sustained interaction among language-producing systems operating within a closed conversational environment.

Gen X: La Generazione Invisibile che Porta il Peso del Mondo

Mentre il mondo piange per millennial e Gen Z, una generazione silenziosa affronta la tempesta perfetta  Mi sono sempre considerato un osservatore privilegiato delle dinamiche generazionali. Come umanista digitale, ho passato anni a studiare come la tecnologia modelli le nostre vite, le nostre aspettative, le nostre sofferenze. Eppure, fino a pochi giorni fa, anch'io ero colpevole di una cecità collettiva che ci accomuna tutti: guardavamo verso il basso, preoccupati per i millennial senza casa e la Gen Z in burnout, e verso l'alto, infastiditi dai boomer che non mollano il potere. Ma nel mezzo? Nel mezzo c'è una generazione che sta implodendo nel silenzio più assordante che io abbia mai ascoltato.

L’Europa, la geopolitica e l’intelligenza artificiale.

Le big tech non sfidano gli Stati forti: li prolungano. Gli Stati forti, a loro volta, non regolano davvero le big tech: le incorporano come infrastrutture strategiche. È una simbiosi funzionale, fondata sulla reciproca capacità di imporre costi agli altri. Questa è la storia di come l'Europa abbia costruito l'infrastruttura più critica e fondamentale dell'era digitale e di come abbia perso ogni controllo su di essa.

Only What Is Alive Can Be Conscious - Artificial intelligence doesn’t meet the test.

This essay has been published on the NOEMA magazine and have granted permissions from his author Nathan Gardels to be share through the STULTIFERANAVIS. We welcome our ship visitos to read the article aboard or to visit NOEMA magazine, to read the article but also to investigate the richness of the American magazine's content and culture. Links are provided in th text.