Inclinazioni digitali

Su queste pagine, il 2 maggio, Martino Pirella ha proposto una lettura dell’intervista di Walter Veltroni a Claude come “illusionismo in chiesa”. L’argomento è solido nei fatti e debole nella conseguenza che ne trae. Provo a mostrare perché e a proporre un vocabolario che il dibattito non ha ancora messo a fuoco. Pirella ha individuato bene il problema dell’illusionismo. Veltroni ha individuato bene la dimensione esistenziale che la tecnica da sola non basta a esaurire. Le due posizioni sono entrambe parziali, entrambe legittime, entrambe insufficienti. Il terzo punto di vista non sta nel mezzo aritmetico tra i due. Sta da un’altra parte, ed è dove il vocabolario stesso deve essere ricostruito.

Oh, i giornalisti! Sull'orlo del giornalismo-non-giornalismo

Si assiste allo scivolamento dal 'giornalismo' al 'giornalismo-non-giornalismo'. Dal 'giornalismo' come esercizio critico indipendente, come servizio ai cittadini e antidoto alla propaganda, al 'giornalismo-non-giornalismo': usare l'essere giornalisti per fare qualcosa di diverso dal giornalismo: storytelling commerciale, consulenze, docenze, libri lontanissimi dall'essere saggi meditati, esibizioni televisive con bretelle in vista... L'informazione relativa all'Intelligenza Artificiale è il oggi campo privilegiato d'azione di 'giornalisti-non-giornalisti'. Cantano l'entusiasmo per la rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo. Naturalmente sostengono di non dimenticare i lati oscuri dell'AI. Ma ciò che veramente sembra interessare loro è il business dell'AI, l'AI come business.

Ansia da Prompt

La disruption che Walter Benjamin identificò nelle sale da gioco all'inizio del XX secolo trova una risonanza inaspettata nelle interfacce computazionali odierne. L'ascesa del "prompt engineering" come nuova pratica tecnica per modellare i risultati degli LLM rivela un coinvolgimento con la probabilità e il caso che, a mio avviso, rispecchia le strutture temporali e psicologiche che Benjamin identificò nel suo Progetto Passaggi (Das Passagen-Werk). Nel breve frammento di Benjamin, 𝗡𝗼𝘁𝗲 𝘀𝘂 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗱'𝗮𝘇𝘇𝗮𝗿𝗱𝗼, ad esempio, emerge una figura che desidero esplorare in quanto di particolare rilevanza per il nostro momento computazionale: il giocatore d'azzardo. Il giocatore d'azzardo di Benjamin non è semplicemente una persona che scommette, ma una persona temporale perseguitata dal caso, perennemente sospesa tra possibilità e la rovina.

Intervista ImPossibile a Aaron Swartz (IIP #10)

Se la conoscenza può essere manipolata o generata da sistemi di AI che non controlliamo, che cosa resta davvero della libertà di accedere all’informazione? Aaron Swartz (1986–2013) è stato programmatore, attivista, teorico dell’accesso libero alla conoscenza. Coautore delle licenze Creative Commons, creatore dell’RSS, fondatore di Reddit e di Demand Progress, ha trasformato la rete in un contesto politico, un laboratorio di giustizia e partecipazione, non di profitto. Nel 2008, nel monastero di un eremo italiano, scrisse il Guerrilla Open Access Manifesto, un testo breve, militante, un appello per “liberare” la conoscenza scientifica dalle regole del copyright. Oggi, nell’epoca in cui l’intelligenza artificiale rielabora e ridefinisce miliardi di dati - molti dei quali prodotti, condivisi o pagati da cittadini, ricercatori e comunità - chi controlla i dati controlla la realtà; chi controlla gli algoritmi controlla la sua interpretazione.

Quando il giudice è una macchina. Una giustizia senza errori, ma è ancora giustizia?

“Sbaglia solo chi lavora”. Quanta verità in una frase che quasi tutti abbiamo sentito decine di volte, magari come consolazione o giustificazione dopo un nostro stesso errore, pronunciata da capi o colleghi benintenzionati. Del resto, sarà capitato a molti di conoscere persone che, in azienda o altrove, “sbagliano” veramente pochissimo. È anche vero che esistono professioni in cui l’errore ha un peso particolare, perché può produrre conseguenze disastrose: piloti d’aereo, autisti di mezzi pubblici, comandanti di navi; medici e infermieri; presidenti degli Stati Uniti, e così via. Tra queste categorie ci sono certamente anche i giudici, questo non si può negare. Ma al di là degli slogan, delle ingerenze della politica e di riforme più o meno comprensibili, che cosa significherebbe davvero chiedere una giustizia più efficiente e più imparziale? Proviamo allora a immaginare, ammesso che sia possibile, un giudice perfetto: zero errori tecnici, massima rapidità, e ovviamente immune a ogni forma di condizionamento non solo politico, ma anche umano. E vediamo che risposta può offrirci, per esempio… la fantascienza.

10 Domande a OpenAI su ChatGPT Health

Queste non sono domande di chi è «contro la tecnologia». Sono domande di chi prende sul serio ciò che voi stessi affermate: che 230 milioni di persone ogni settimana si affidano a ChatGPT per questioni di salute.

Intelligenza (artificiale) e stupidità (umana)

Chi celebra l’intelligenza artificiale come il punto di arrivo di un progresso continuo che dura da tempo e “non avrà fine”, dimentica la barbarie in cui questo progresso ci ha portato, oggi anche sottomettendo la scienza, mettendola al proprio servizio e a quello delle sue narrazioni manipolatorie e propagandistiche. La barbarie non è colpa della tecnologia, viene da lontano, ma oggi la scienza ha fornito ad essa uno strumento potentissimo chiamato “intelligenza artificiale” che questa barbarie potrebbe persino allargare, diffondere e approfondire. La barbarie di cui parliamo qui non viene dall’esterno ma è endogena, nasce tutta da dentro, dalla nostra società occidentale, è il prodotto logico del suo sviluppo tecnico ed economico, la conseguenza necessaria di premesse che l'Occidente ha accettato senza capirne a fondo tutte le implicazioni, forse addirittura ignorandole.

Salvarsi scrivendo. La lezione di Proust vale per ognuno di noi

Leggo le parole di una amico che si chiede se ha concluso la scrittura di un libro, se è riuscito veramente a trovare una forma che lo soddisfi, se è davvero riuscito a interrompere un ciclo di riscritture che rischia di non avere fine. E mi torna in mente Proust: la sua 'Recherche' è in realtà il racconto di come sia difficile scrivere un libro. Scrivendo avanziamo nel cammino verso una soglia che, ad ogni nostro passo, si sposta in avanti. Scaliamo una montagna la cui vetta appare, più saliamo, più lontana. Perciò nello scrivere tendiamo ad affidarci ad aiuti esterni: professionisti, esperti, ghostwriter, editor, o anche, oggi, a macchine che con melliflua disponibilità offrono il loro accompagnamento. Conviene invece, appena possibile, farne a meno, e considerare la scrittura un lavoro solitario. La pretesa di dire qualcosa di nuovo è fallace. Il valore di un libro, più che negli argomenti trattati, sta nel modo di trattarli. Sta nel raccontare dei propri faticosi tentativi di conoscere. Sta nel nel lasciar vedere l'inciampo nella scrittura, traccia dell'inciampo nella vita. Sta nel dire: questo non sono riuscito a esporlo bene. Il tentativo dell'autore è il vero dono offerto al lettore. L'autore, dice Proust, offre al lettore la possibilità di conoscere qualcosa a proposito di sé stesso. Qualcosa che se non avesse il libro di quell'autore non avrebbe mai saputo.

La Festa del Lavoro su di Sé

Il lavoro su di sé è il riconoscimento di sé stessi come soggetti. Ogni altra forma di lavoro, ogni manifestazione del lavoro, è una prosecuzione, una espansione, una ripresa, una conseguenza, di questa prima forma di lavoro: il lavoro su di sé. In questa prima forma, è presente ogni aspetto di ciò che chiamiamo lavoro. La bellezza, il piacere, la fatica, la tensione verso lo scopo. La società si fonda su questo: sullo scambio di lavori finalizzati alla costruzione di soggetti. Soggetti in grado di fornire un contributo autonomo alla costruzione della società. Senza autonomia del soggetto non c'è società degna di questo nome. Il potere, l'autorità nociva, consistono in fondo in questo: nel tentativo, portati avanti da soggetti umani, di impedire ad altri umani di sviluppare la propria soggettività. Conviene tornare alle radici del lavoro umano, al suo senso profondo. Il lavoro che merita di essere festeggiato è il lavoro su di sé. La ricerca di sé come soggetto.

Verità/Approvazione

Gustav Klimt, 'Nuda Veritas', 1899. Stultifera Navis non pubblica immagini, e con questo articolo quella scelta acquista un peso diverso dagli altri: l'opera che vi porto non viene osservata, vi osserva. Costruitela dentro di voi prima di andare avanti. Una donna è in piedi, frontale, immobile.... Nel 1897 Gustav Klimt esce dalla Künstlerhaus, l'associazione ufficiale degli artisti viennesi, insieme ad altri diciotto artisti, e fonda la Secessione con un motto preciso: Al tempo la propria arte, all'arte la propria libertà.

Valzer, lambrusco e libertà

“Valzer, Lambrusco e Libertà” è un evento progettato insieme all’Assessora alla Cultura del Comune di Castelvetro di Modena, all’interno della rassegna “Sguardi dell’Emilia”, promossa insieme ai Comuni di Spilamberto e Castelnuovo Rangone. Svoltosi il 18 aprile 2026. Questo piccolo momento di riflessione ci ha per qualche istante liberato dalle cupezze della guerra e da un futuro nel quale ci sembra di essere dei burattini manipolati da altri.

Dal corpo al cervello

Nel Novecento si studiavano i muscoli. Oggi si studia la mente. Domani si misurerà la ricchezza — o la sua assenza QUANDO L’INDUSTRIA GUARDAVA IL CORPO NACQUE IL BOOM ECONOMICO Prima si contavano movimenti. Oggi si contano decisioni. Domani si conteranno gli effetti. Un libro del 1931, trovato per caso in una mattina di Primo Maggio, racconta un’industria che studiava il corpo del lavoratore per costruire prosperità. Oggi l’industria osserva il cervello. Il passato ha generato un boom economico. Il futuro resta una domanda aperta.

Why bad leaders are not leaders

That is why “bad leadership” is too weak for some political behaviour. Corruption, intimidation, institutional vandalism, attacks on media and punishment of critics are not lower-quality versions of leadership. They replace leadership with personal rule.

Effetti Collaterali

Questo articolo non vuole riprodurre la lettura del bugiardino di un medicinale; vuole, invece, rappresentare, un ragionamento sul momento attuale e sulla tecnologia presente nella nostra società utilizzando le due coordinate principali della realtà in cui viviamo: Spazio e Tempo. Purtroppo non esiste nessun bugiardino o avvertenza relativa all’attuale architettura della società collegata al fenomeno emergente dell'Intelligenza Artificiale Generale (AGI)