📌 Avviso ai naviganti Qui si parla anche di politica. Perché la scuola è politica. La giustizia è politica. Il lavoro è politica. Se volete solo frasi motivazionali e power quotes da cioccolatino, vi consiglio Pinterest. Se invece volete discutere con rispetto, restando sul merito, siete i benvenuti. Se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni.[José Ortega y Gasset] Colui che apre una porta di una scuola chiude una prigione (Victor Hugo)
Quando l’umano diventa lo scandalo
Viviamo in un tempo in cui prendersi cura è sospetto, difendere i fragili è deriso, ricordare il limite entro cui ognuno di noi deve muoversi è visto come debolezza.
Educare all’obbedienza — Democrazia, infanzia e perdita del limite
Una riflessione pedagogica e civile su educazione, democrazia e infanzia, a partire dalla normalizzazione della forza nei contesti educativi e simbolici. Quando il limite si perde, è l’umano a diventare lo scandalo.
Educare all’obbedienza — Democrazia, infanzia e perdita del limite
Riflessione sulla scuola italiana: tecnicizzazione del sapere, perdita del giudizio e ruolo delle discipline umanistiche nella formazione democratica.
Violenza, protesta e...
Un’analisi critica sulla retorica dell’ordine pubblico, tra violenza, diritto di protesta e uso politico dell’emergenza. Quando la polarizzazione sostituisce il discernimento, il rischio non è il caos, ma la normalizzazione della stretta democratica.
L’editore come spazio o come schieramento?
Una riflessione sul ruolo dell’editoria oggi: spazio di confronto critico o attore politico-culturale schierato. Dal caso Einaudi alla scomparsa silenziosa di Philip Roth, un ragionamento su egemonia culturale, consenso e responsabilità intellettuale.
Credere è facile. Verificare è faticoso.
Credere è immediato, verificare richiede metodo. Quando la fatica del pensiero viene evitata, la disinformazione prospera.
La marcatura tribale: dal solco di Romolo alla bacheca social
Dai solchi fondativi delle città ai muri linguistici dei social: una riflessione sulla tribalizzazione del dibattito pubblico e sull’impoverimento della parola.
La costruzione dell’ovvio
Questo articolo nasce da un percorso di ricerca autonomo, non lineare, guidato dal desiderio di comprendere i meccanismi attraverso cui il pensiero collettivo si forma e diventa senso comune. L’incontro con il pensiero di Serge Moscovici non è avvenuto all’interno di un programma universitario strutturato, ma attraverso un’esplorazione indipendente, resa necessaria dal confronto con il dibattito pubblico contemporaneo. Il testo non intende offrire un’esposizione specialistica, ma una chiave di lettura: rendere visibili i processi attraverso cui ciò che è complesso viene reso familiare e ciò che viene discusso diventa ovvio.
Propaganda, giustizia e libertà . Appunti per una democrazia vigilante
Una riflessione sul rapporto tra propaganda, giustizia e libertà , e su come il linguaggio politico contribuisca a indebolire – o a custodire – le garanzie democratiche. Un invito a distinguere, pensare e vigilare, contro la semplificazione che trasforma il rumore in consenso.
Dal basso verso l’alto: perché la politica ha bisogno di esperienza reale
La politica nazionale può prescindere dall’esperienza reale? Una riflessione sul valore della responsabilità locale come fondamento di una democrazia più solida e meno improvvisata.
'Scolarizzazione' del web e metacompetenza
Non serve censurare la rete. Serve educarla. Una riflessione sulla scolarizzazione del web e sulla metacompetenza necessaria per abitare lo spazio pubblico digitale.
Contro l’isola e contro la fortezza
Contro la modernità dei legami intermittenti e contro la sacralizzazione della coppia, una riflessione su amore, fedeltà e relazione come forme non di chiusura, ma di continuità aperta nel mondo.